17 FEBBRAIO 2023

LABORATORIO TEATRALE:
“WHAT DO YOU DO?”
 PART I –

Il laboratorio di Liminal dedicato alla scrittura drammaturgica

Le attività di M.A.P. proseguono con l’attivazione dei quattro laboratori teatrali, pensati come strumento di socialità, conoscenza e condivisione urbana attraverso il quale tutti i partecipanti operatori culturali, professionisti e pubblico possono accrescere le proprie competenze sociali e artistiche, rendendo al contempo il teatro più accessibile ai gruppi target e valorizzando quindi anche i territori interessati.

È in quest’ottica che si sviluppa il percorso di Liminal, organizzazione greca dedicata alla promozione della parità di accesso alla cultura, il cui laboratorio, aperto a persone con e senza disabilità, si incentra sulle tecniche drammatiche accessibili ed è finalizzato al co-sviluppo di nuovi testi teatrali. Guidata dalla giovane formatrice Lyto Triantafyllidou e coordinata da Polina Manolia, la ricerca è iniziata con la domanda “What do you do? (Che lavoro fai?)” come punto d’incontro tra i 12 scrittori partecipanti e gli abitanti del quartiere ateniese Psirri, per discutere su come il loro lavoro definisca i loro corpi, il loro tempo e i loro sogni.
Il gruppo ha poi passeggiato per il quartiere ripensandolo sotto una prospettiva diversa: è possibile che le luci, i suoni, gli odori o le superfici delle strade diventino parte di un set teatrale? La storia del nostro “vicino sconosciuto” merita di diventare drammaturgia? Insieme a ospiti speciali come lo scenografo Dimitris Polychroniadis, i partecipanti hanno appreso le migliori pratiche per iniziare a lavorare su un nuovo progetto, concentrandosi infine sul processo di scrittura e sulle tecniche per far sì che le parole scritte si trasformino in linguaggio parlato e si traducano in azione.

Il workshop proseguirà a marzo, con una seconda parte dedicata alla scrittura creativa.

Segui M.A.P. su

"Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the European Education and Culture Executive Agency (EACEA). Neither the European Union nor EACEA can be held responsible for them."